Leanan Sidhe web site

blue and gold(and magic yellow)

Negli anni ottanta Firenze ha rappresentato l'epicentro italiano della scena post-punk e new wave. In quegli anni questa band enigmatica, attraverso la realizzazione di cassette in edizione limitata e due minilp, si pone all'attenzione di pubblico e critica.

La Spittle ora ristampa il loro materiale degli anni ottanta, in accurato digipack apribile con relativo libretto. Uno strano ed affascinante esempio di new wave e psichedelia contaminate da elementi folk e sperimentali ed una certa sensiblità pop. Una sorta di Sigur Rós italiani antelitteram!

dal comunicato stampa Spittle Records - Goodfellas

 

Tutto accadeva nella Firenze degli anni '80, la stessa che di recente ha conosciuto rievocazioni più o meno appassionate (e appropriate), ma solo per il calendario. In quei giorni lontanissimi, nei quali gli echi del post-punk convivevano con i "nuovi" fermenti del revival psichedelico, i Leanan Sidhe - insoliti a partire del nome, che oltretutto pochi sapevano pronunciare correttamente - erano infatti un "oggetto misterioso", una band di culto per scelta oltre che per vocazione: non divulgavano le loro generalità, non amavano granché farsi fotografare e almeno inizialmente propagandavano la loro esistenza in modo quasi carbonaro, con nastri in tirature minime e concerti per pochi intimi. Poi arrivarono i dischi, due mini-LP nell'arco di poco più di un anno, ma la situazione non cambiò di molto: nonostante le (lusinghiere) attenzioni della stampa specializzata, i cinque rimasero un segreto assai ben riposto, "congelato" nel suo limbo fuori dal tempo e dallo spazio anche a causa dell'inatteso e improvviso ritiro dalle scene. Del gruppo si riparlerà, si fa per dire, nel decennio successivo, grazie a un CD se possibile addirittura più clandestino, ma non è storia che ci riguardi. Almeno in questa sede.


È bello e sorprendente, oggi, scoprire che i Leanan Sidhe non sono stati dimenticati. Così come è bello e sorprendente (ri)ascoltare "Ash Grove Primroses", "Our Early Childhood Skies" e le due gradite bonus track e scoprire nella musica dei ragazzi toscani una sorta di inconsapevole "prova generale" - anche se figlia, ovviamente della sua epoca - dei Sigur Rós: uno strano e affascinante incantesimo, magari naïf nella forma ma non per questo meno evocativo ed emotivamente ricco, dove new wave e psichedelia incontrano folk e sperimentazione in brani che all’occorrenza vantano persino un certo gusto pop. Non potrà restituire all'ensemble i quasi vent'anni trascorsi dalle incisioni, questa ristampa, ma si confida che almeno riuscirà a regalargli un pizzico di gloria postuma. Una gloria che non sarebbe demeritata, come dimostrano quattordici canzoni sospese in una dimensione onirica, policroma a dispetto delle atmosfere appena tendenti al cupo e profumata di terra, di fuoco, di acqua e di aria.

note a margine di Federico Guglielmi

L' idea di togliere polvere dal catalogo Spittle tornando sullo storico passato del "rock italiano" non è davvero da buttare. E' così con somma gioia che mi ritrovo ad ascoltare venti anni dopo (!!!) i Leanan Sidhe. Cazzo, mi dico, allora non è vero che tutti se ne sono scordati, nonostante il libro Anni di Musica dedicato alla scena toscana non li abbia sfiorati nemmeno di striscio!


Io i Leanan Sidhe li conobbi per caso, grazie a Giulio Tedeschi della Toast. Ash grove primroses, questo il titolo di quel mini qui infilato assieme al secondo e ad un paio di inediti, non poteva non rapirmi, visto che proprio due settimane prima ero rimasto incantato dalla psichedelia increspata e liquida dei Breathless. Qualcosa di sciamanico aleggiava in quello sgranarsi di arpeggi folk intinti nel delay, in quel torbido bucolismo post-punk che lasciava riposare la testa di Ian Curtis sul guanciale morbido e deforme di Syd Barrett. I Leanan Sidhe toglievano l’ancora dalla carcassa della new wave e facevano andare in alto quel vascello carico di muffe dark. Onore al loro tragitto verticale.


Franco “Lys” Dimauro per Rumore Magazine - Gennaio 2007

 

E' nitida la memoria dei due dischi dei fiorentini Leanan Sidhe nel biennio '86/'87, perchè davvero pochi si spinsero in quelle stagioni in una sintesi, tra l'altro nel loro caso eccellente, tra post-punk e psichedelica che per lo più rimanevano scisse nelle interpretazioni delle formazioni peninsulari dell'epoca.


Il riferimento a Breathless è inevitabile ora come allora per la simile capacità di edificare vere e proprie suite cangianti come la splendida clowns jugglers and the scarlet banner ancora oggi di affascinante intensità. Nello stesso mini 'Ash grove primroses', la non meno emozionante last day into the wood, ed il carezzevole crescendo dalle iniziali venature celtiche indian feast of colours.
Il successivo 'Our early childhood skies' evolveva in una direzione più nettamente psichedelica e meno oscura, spartendosi tra ballate acustiche lente e fluenti, con aromi indiani in islands of nowhere, e le più dinamiche old sailor and his travel e forestland by his mountains che evidenziavano ancor più le qualità di scrittura di Leanan Sidhe, che se un limite avevano era in un cantato non sempre ottimale.


Un album, sui cui contenuti fanno supporre i due inediti presenti in 'Blue and gold (and magic yellow)' Polaris, venti minuti che anticipavano future emersioni kraute, e the music of Erich Zann, rimase disatteso. Due, autoprodotti, sarebbero venuti molto più tardi, 'Planesequence' ('94) e 'Calendario arboreo perpetuo' (2000).

Paolo Bertoni per Blow Up Magazine - Dicembre 2006

 

in principio erano le OMBRE
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